Tra le colline piemontesi, si terrà fino al 3 dicembre l'edizione annuale della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, un evento che attira appassionati e gourmet da tutto il mondo alla ricerca del prelibato "diamante bianco" della cucina italiana. Quest'anno, abbiamo avuto l'opportunità di immergerci in questa esperienza sensoriale unica, esplorando il mondo affascinante del tartufo e imparando a scegliere il tartufo migliore. Ecco cosa abbiamo scoperto.


IL FASCINO DELLA FIERA DEL TARTUFO D'ALBA

La Fiera del Tartufo d'Alba è una celebrazione culinaria che si tiene ogni anno nel cuore delle Langhe, una delle regioni italiane più rinomate per la produzione di tartufi prelibati. L'evento offre una vasta gamma di esperienze per i visitatori, tra cui degustazioni, lezioni di cucina, mostre e, naturalmente, la possibilità di acquistare tartufi freschi da fornitori locali.

Il mercato del tartufo è il fulcro dell'evento, con bancarelle che espongono tartufi di diverse dimensioni e varietà, accuratamente selezionati dai giudici di Analisi Sensoriale del Tartufo, formati dal Centro Nazionale Studi Tartufo, a garanzia dell’altissima qualità dei prodotti proposti. L'aria è pervasa dall'irresistibile aroma del tartufo, e non passa molto tempo prima che siate affascinati dalla passione dei tartufai e dei cuochi locali. 

Qui è possibile prenotare gli eventi. 


COME SCEGLIERE IL TARTUFO MIGLIORE

Nel momento dell'acquisto del tartufo, è fondamentale prestare attenzione non solo all'aspetto visivo del fungo, ma anche al suo profumo e alla sua consistenza tattile. Affinché un tartufo sia considerato di alta qualità e pronto per il consumo, deve presentare una notevole durezza al tatto, un segno di freschezza. Al contrario, un tartufo che risulta morbido al tatto è spesso un indicatore di maturità e scarsa qualità.

L'olfatto svolge un ruolo ancora più delicato, aiutandoci a distinguere tra due campioni sani quale sia il più pregiato. Se prendiamo ad esempio il re dei tartufi, il Tuber magnatum Pico, notiamo che è perfetto quando, annusandolo, si percepisce un equilibrato e delicato profumo di aglio, fieno e miele. D'altra parte, dovremmo scartarlo immediatamente se siamo sopraffatti da un odore di ammoniaca, poiché questo indica una qualità inferiore.

Riguardo al fattore prezzo, è consigliabile richiedere che i tartufi scelti siano accuratamente pesati, evitando l'acquisto a pezzo. È anche importante avere un'idea dei prezzi medi praticati durante la stagione. 


ISTRUZIONI PER L'USO COME SI PULISCE COME SI CONSERVA

Una volta scelto il tartufo perfetto, è importante sapere come conservarlo e prepararlo. I tartufi dovrebbero essere avvolti in carta assorbente e conservati in un contenitore di vetro nel frigorifero (3/6°C).  Un tartufo fresco può mantenersi per circa una settimana, ma conviene consumarlo il prima possibile.  

Il tartufo deve essere pulito con una spazzola sotto l'acqua fredda per asportare ogni grumo di terra. 


IN CUCINA

Qualche consiglio per gustare appieno il tartufo bianco: lo si consumi crudo, lamellato con l’apposito tagliatartufi su piatti tendenzialmente neutri, base essenziale per valorizzarne il profumo articolato, intenso e travolgente. La carne cruda battuta al coltello, l’uovo fritto, i tajarin in bianco, la fonduta sono forse i migliori esempi di come il profumo del tartufo possa stupire.


Che siate cuochi appassionati o amanti del buon cibo, questa fiera è un must per tutti coloro che desiderano vivere un'autentica esperienza gastronomica italiana.

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